Asia Travel Travel Diaries

Tokyo: un viaggio nel viaggio

Tokyo mi è scoppiata dentro al cuore, una città lontana eppure così vicina. Si è radicata dentro di me, come poche altre città al mondo. E’ lontana, in tutti i sensi, eppure così vicina, entusiasmante, affascinante.

Il Giappone mi ha stupita, come tanti altri luoghi non sono riusciti a fare.
E’ difficile comunicare, capire, scambiare informazioni con i giapponesi. Il paese è accogliente, nel senso che ti offre tanto, anche più di quel che si possa immaginare, ti lascia senza parole, ti sorprende continuamente, non ti fa abituare a niente perchè c’è sempre una sorpresa in arrivo.
Cosa chiedere di più da un viaggio? Io personalmente avrei chiesto solo più tempo. Per scoprire ancora, per scrutare, giocare, abituarmi, sorprendermi. Sono ripartita con la voglia di tornare. Con la curiosità ancora in circolo che credo non finirà mai, anche se farò lo stesso viaggio ancora.

E’ una bella sensazione. Ti senti al sicuro, in un paese radicalmente diverso, e questo ti lascia la possibilità di vivere totalmente le “prime volte” in serbo per te. Ordine e caos convivono destando stupore agli occhi dei viaggiatori, suscitando grande curiosità.

Sono partita con un’amica, ma è un viaggio da poter fare da soli, con gli amici, con il fidanzato, con chiunque condivida la passione per la scoperta.

Ci sono tante cose da raccontare. Provo a farlo raccontandovela per quartieri.

Ropponji.

E’ un quartiere molto frequentato dai giapponesi, lo abbiamo visitato prendendo come punto di partenza il Tokyo City View, perchè vedere Tokyo dall’alto è uno dei must nella mia to-do list, e lo consiglio anche a voi. Un altra tappa pbbligatoria è il Mori Arts Museum, centro culturale dedicato all’arte contemporanea, dove abbiamo visto la mostra dedicata a Tim Burton. Non approfondisco perchè mi diulungherei troppo, è comunque straordinaria. Ancora più soprendente la mostra dell’artista cinese Lee Migwei, dedicata all’esplorazione delle relazioni. Sorprendente. Non potevamo chiedere di meglio se non una mostra sulla connessione con gli e con il mondo.
Non è solo questo Ropponji, il quartiere è conosciuto come il migliore per la vita notturna, centinaia di possibilità si aprono ai viaggiatori in cerca di vita notturna autoctona. Se siete tra questi, è il quartiere migliore per farlo.

Harajuku

Questo è uno dei miei quartieri preferiti, dove si incrociano così tante personalità diverse tra loro da voler rimanere seduti a guardare per ore uno dei tanti incroci e strisce pedonali.
E’ stato molto divertente scoprire la moda, le tendenze, le abitudini di miglialia di ragazzi che si riversano in queste strade.
I concept store come Niko and… sono così belli da perdercisi. Molto pericoloso perchè potete immaginare quanti ce ne siano e quanto shopping potreste fare. Ci sono negozi di ogni tipo, centri commerciali a perdita d’occhio e non solo. Negozi e negozietti di ricerca, di vintage, di food. Di qualsiasi genere. Ed è risaputo che io ho un gran debole per questi luoghi! Ho trovato negozi che, collegandosi con il tuo iphone, ti stampavano ogni tipo di gadget con le foto del tuo viaggio, piccoli food-corner che servivano pancake sorridenti, negozi con oggetti di comune uso in tutti i paesi del mondo e che in quel negozio sembravano oggetti di design contemporaneo.

Shibuya

Milione di persone si incrociano come su enormi ragnatele tra un angolo e l’altro di questo quartiere. E’ un icona della città che sintetizza perfettamente la moltitudine di anime, la grandezza della città, la convivenza simbiotica di caos e l’ordine.
Il famoso Shibuya crossing è pertanto da mettere sulal lista delle cose da fare in questo quartiere. Ci passerete comunque se andrete a visitare Hachiko, una statua di bronzo che ritraei uno dei cani più fedeli al mondo, diventato famoso per aver aspettato il suo padrone fuori dalla stazione per anni dopo che purtroppo non aveva più fatto ritorno. E’ una vera star, probabilmente dovrete fare la fila per fare una foto con lui, ma è un omaggio che molti viaggiatori hanno piacere di fare.
Vi sentirete vecchi se avete più di trent’anni, perchè la popolazione che frequenta le strade di Shibuya è più o meno completamente under 25. Divertente, lo ammetto, anche se…
Tra i to-do segnatevi anche un giretto a Loft, un grande magazzino che vi farà impazzire. Famoso per i suoi infiniti gadgte a portata di viaggiatore. Io lo adoro.

Asakusa

Abbiamo girellato per il distretto di Asakusa e visitato il Tempio Sensoji. E’ stata una giornata bellissima. Le strade, soprattutto quella commerciale che porta al tempio, sono affollatissime.
Ci siamo immerse nei tipici rituali giapponesi, lanciando monetine, bruciando incensi e appendendo biglietti della fortuna. E’ stato emozionante, tanto quanto vedere bellissime donne in abiti tradizionali passeggiare indisturbate (anche se molto fotografate).
La strada che porta al tempio è davvero commerciale ma in qualche modo caratteristica. Il tempio è imponente, maestoso, silenzioso e rumoroso allo stesso tempo. I visitatori, perlopiù giapponesi, sono felici di essere li, sono cordiali, speranzosi e in attesa dell’arrivo di un anno possibilmente sempre migliore.
Strade e vicoli sono quadretti. Ci siamo rifugiate in una galleria/mercato piena di piccoli shop di artigianato locale, assaggiato del cibo buonissimo (oltre che meravigliosamente bello, come pancacke ripieni a forma di pesce) per finire in una trattoria locale senza tante pretese che, come tutte le altre, non ci ha deluse.

Ginza


Tra tutti questo forse è il quartiere più occidentale. Grandi boutique, grattaceli firmati da archistar, giapponesi uscite dalle copertine di vogue e cagnolini con cappotti e fiocchi. Per dire la verità è il quartiere che mi ha colpito meno, se non per l’eccezionale silenzio che improvvisamente ti circonda quando passeggi. Tutto il caos della città non è presente in quella lunga e scintillante via. Da una parte ci voleva, dall’altra non vedevo l’ora di ritornare al rumore.

Akihabara

Ultimo quartiere ma non per importanza. E’ il luogo adatto per gli appassionati di tecnologia e di anime. Interi grattacieli dedicati a qualsiasi dispositivo elettronico che possa venirvi in mente. E quando dico qualsiasi, lo intendo letteralmente.
Palazzi e palazzi ricoperti di luci a neon, insegne di aziende di giochi, fotografia, computer, insomma qualsiasi cosa che abbia pile o corrente elettrica. E’ caratteristico, adatto a chi è in cerca di un obiettivo fotografico o una stampante portatile ma anche a chi cerca il nuovo dispositivo per diminuire le rughe. Mischiato a tutto questo ci sono persone che assomigliano a manga viventi, che passeggiano indisturbati come se tutto il resto del mondo fosse totalmente rimasto in un epoca antica. E’ sicuramente un esperienza da fare.

Credo che un solo post non sia sufficiente per un racconto degno del viaggio, probabilmente tornerò con altri post più dettagliati. Intanto spero di avervi trasmesso l’entusiasmo che questo viaggio ha trasmesso a me.

Stay tuned!

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